Avrete notato che abbiamo delle foto da flikr sulla colonna di destra -peccato che finora ci sia solo il nostro logo. Se qualcuno ha delle belle foto che c’entrino con Udine e dintorni, le possiamo pubblicare lì, naturalmente specificando l’autore. Mandatele a viviudine@gmail.com

VITTIME DELL’INQUINAMENTO

Sul Gazzettino di ieri era scritto che solo abbassando il livello di polveri sottili a Udine si potrebbero evitare 38 morti l’anno (dati Ass)! Ora immaginatevi un attentato terroristico in città che faccia una qualche decina di morti (che sono più o meno le vittime dell’inquinamento). Panico nella città, la Lega chiederebbe l’espulsione degli immigrati, polizia in tutte le case della zona stazione… Invece noi stessi con le nostre abitudini uccidiamo i nostri concittadini, e non solo nessuno si scandalizza, ma si continua a dare ragione a chi vuole riaprire il centro al traffico, per quel pochino che è stato chiuso, e fare ancora più parcheggi.

RIFIUTI ZERO

Paul Connet, professore di chimica ambientale ed esperto di rifiuti, è in Friuli questi giorni. Per chi volesse saperne di più della sua strategia “Rifiuti Zero“, parlerà mercoledì 30 alle 20.00 a Spilimbergo presso l’Auditorium della Casa dello Studente, in via Udine 3, e a Trieste giovedì 31 alle 18.00, al Caffè San Marco in Via Battisti 18. Io l’ho intervistato oggi per un articolo che dovrebbe uscire su Il nuovo venerdì 1 febbraio, e quello che ha da dire mi è sembrato veramente molto interessante.

“L’ACQUA DEL SINDACO”

logo_alto.gifUna campagna nazionale da applicare al locale, e anche a Udine: quella di Altreconomia, per incoraggiare il consumo di acqua di rubinetto, a casa e nei ristoranti (sul sito di Imbrocchiamola si raccolgono e riportano segnalazioni sugli esercizi in cui l’acqua di rubinetto si da e quelli in cui non si da).

L’acqua in bottiglia non ha senso salvo rarissimi casi: si consuma un sacco di plastica nell’imbottigliarla (quindi: petrolio, inquinamento, discariche…), e di benzina nel trasportarla, intasando le autostrade. Costa, soprattutto per la pubblicità, perchè gli imbottigliatori la pagano poco o niente e a volte la sottraggono alle comunità locali -ricordo una puntata di W l’Italia su Raitre con gli abitanti di Boschetto, in Umbria, inferociti perchè la Idrea (Rocchetta, Uliveto), che imbottigliava a monte, li lasciava a secco prendendosi la loro acqua. Tra l’altro i produttori di acqua minerale sono una lobby potente e anche minacciosa.

Le acque di rubinetto sono economiche, ecologiche e sicure. A Udine il comune non fa nulla per disincentivare il consumo di acqua in bottiglia -potrebbe fare qualche campagna pubblicitaria per l’acqua di rubinetto, seguendo l’esempio di altri comuni italiani.

Gaia

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EX MACELLO, CONTINUA

Segnaliamo un’intervista ad Alessandro Oria su Udine20, a proposito dell’ex macello. Meno male che qualcuno lotta ancora per questo progetto che nonostante sia indispensabile non riesce a farsi realizzare.

PRIMARIE Sì, PRIMARIE NO

Da poco il candidato “indipendente” del centro sinistra Gianni Ortis ha indetto una conferenza stampa in cui ha dichiarato, tra le varie cose, di non voler partecipare alle primarie per scegliere un candidato sindaco per tutto il centro sinistra. Un gruppo di aderenti al Partito Democratico, ho appena appreso dal blog di Alessandro, chiede al PD che le primarie si facciano. Per chi si interessa di queste cose, lo scenario è interessante. Si presentano tre possibilità: il Pd fa le primarie, con o senza Gianni Ortis; il Pd non fa le primarie e sceglie (o impone?) un candidato, magari con appoggi in regione; il Pd non presenta nessuno. Cosa ne pensate? Siamo già quasi a febbraio e le elezioni sono vicine: meglio tardi che mai? Un partito importante deve per forza avere un proprio candidato, o può sostenerne un altro che funziona? E’ veramente pericoloso spaccare il centrosinistra (o centrodestra) quando comunque si va al ballottaggio? Chiedere le primarie è un buon modo per evitare un candidato imposto dall’alto?

Si può prendere spunto da questa situazione per riflettere sulla modalità migliore di partecipazione e rappresentatività democratica. Per esempio: meglio scegliere un candidato contando i voti attraverso le primarie, come farebbe il Pd, o che ci sia un candidato come Gianni Ortis che parte da un pezzettino di società civile e gira la città ascoltando i cittadini? Il successo di Beppe Grillo ha sottolineato la percepita spaccatura tra “classe dirigente” e “cittadini”, sostenendo (anche pericolosamente) che visto che la prima non è all’altezza, la politica la devono fare i secondi. Esiste questa divisione netta? La vediamo qui in regione o in città? Si può fare politica senza esperienza?

Potrei aver detto sciocchezze: sto solo buttando giù idee. Spero di avere risposte.

Gaia

A FORZA DI ESSERE VENTO

Stasera alle 21 in proiezione al Visionario un documentario sullo sterminio nazista degli zingari, “A forza di essere vento” di Paolo Finzi.

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TROPPE CASE VUOTE

auto_1.jpgPrendo spunto da un articolo uscito sul Messaggero Veneto di ieri, che finalmente ha toccato un problema grosso di cui si parla poco: quello delle case sfitte. Circa un quinto delle case in provincia di Udine sono sfitte!! Un po’ perchè ristrutturare costa, un po’ perchè molta gente egoisticamente preferisce tenere una casa vuota che affittarla a poco prezzo, queste case restano vuote e molte addirittura cadono a pezzi, anche in zone centrali, anche a rischio dell’incolumità dei passanti. In tutto ciò prezzi degli affitti, anche se non esagerati come a Roma o Milano, restano comunque proibitivi per molti. Il comune ha provato a intervenire offrendo contributi a chi affitta a persone con un basso reddito -ma in due anni una sola persona ha fatto domanda per questi contributi.

Aggiungo: siamo davanti ad un triplo paradosso. Case che restano vuote mentre c’è gente che non ha la casa, e poi case che vengono costruite ovunque in Friuli VG e che ora non si riescono a vendere. La classe politica al potere ha permesso che la regione venisse deturpata da infinite villette e palazzine senza nessun pregio architettonico nè dentro nè fuori, spesso costruite in barba a criteri come la sostenibilità ambientale, la vicinanza ai trasporti pubblici, e l’effettiva domanda, circondate da spazietti verdi inutilizzabili e distribuite a casaccio. In viale Tricesimo si stanno costruento TREMILA nuovi alloggi al posto di una bella vecchia fabbrica: nonostante i pregi che il progetto sembrerebbe avere dal punto di vista architettonico e del verde urbano (finalmente qualcosa di un po’ nuovo), a chi credono di vendere quelle case?

Insomma un uso completamente irrazionale e inefficente delle risorse: dobbiamo prendercela con una classe politica distratta o collusa? Con la mentalità friulana di chi preferisce avere una strisciolina di terra che lo separa dal vicino, o una casa come investimento, piuttosto che pensare alla città o al paese come un insieme?

In tutto il paese la crisi di alloggi sta dirigendo l’attenzione verso le case sfitte: alcuni comuni si propongono come intermediari per incoraggiarne l’uso, a Roma una sentenza ha stabilito che occuparle non è reato, e Ferrero propone un’idea che come dico da tempo è elementare e dovuta: tassare di più le case sfitte. Anche a Udine il comune dovrebbe impegnarsi di più: le conseguenze umane, economiche, urbanistiche e ambientali di questo problema sono enormi.

Gaia

p.s. Ho preso la foto da Kallipolis, un sito che ho appena scoperto che propone soluzioni al problema.

noi

Italia. Italiani. Politici e società. Più che mai mi chiedo chi siamo veramente, quanto siamo diversi dai NOSTRI politici e per quale motivo persone per cui proviamo disprezzo possano arrivare tanto in altro. Ci mostriamo tutti ostaggi di un sistema che disdegnamo, ci diciamo diversi da “loro”, ci teniamo a sottolienare che non ne possiamo più.
Va bene.
Noi non siamo così. Noi siamo onesti, siamo coerenti, siamo informati. Noi italiani non abbiamo la memoria corta(vedi Fini, che si dice alleato di chi gli ha dato dell’uomo di fogna), noi italiani siamo coraggiosi, non abbiamo paura di lottare per qualcosa in cui crediamo.
Noi italiani, infatti, crediamo veramente che le cose possano cambiare.

No, non è per niente così.

Siamo quelli che vanno a letto col nemico, siamo quelli che nel nostro piccolo raccomandiamo l’amico, noi siamo quelli che non hanno coraggio, che nelle guerre fanno sempre la peggior figura, siamo quelli che dimentichiamo i torti solo a parole, siamo il popolo del non rispetto, delle scappatoie, siamo quelli che vogliono le tasche piene di soldi e quelle degli altri chissenefrega, siamo quelli che pensano di stare al centro del mondo, di avere una buona reputazione, solo perchè abbiamo un passato fatto di pochi eroi e pochi geni(bastassero loro a fare dell’Italia un buon paese).
Siamo quelli che non sappiamo un cazzo dell’estero, concentrati come siamo su noi stessi. Siamo quelli della famiglia, dell’ipocrisia più viscida, siamo gli italiani codardi e presuntuosi; per dirne solo una, siamo un paese in cui si pubblicano miriadi di tonnellate di libri e nessuno li legge, siamo proprio quelli del Grande Fratello e delle veline, ci appassiona il calcio corrotto e dopato, la politica degli intrighi.
Noi italiani non ci vergognamo di nulla, nè delle figure di merda del nostro ex premier nè di avere un paese che va a rotoli, perchè abbiamo un inspiegabile ORGOGLIO ITALICO.
Abbiamo le università piene di cretini che dalla vita vogliono solo i soldi, abbiamo così tante macchine che piuttosto apriamo dieci mutui per averle, quelli che non prendono i mezzi di trasporto pubblico siamo noi, quelli che a fatica fanno la raccolta differenziata siamo noi.
Siamo lo zimbello di tutti, eppure nella nostra cara Italia pensiamo solo all’immagine.
Siamo gli italiani dell’ospitalità tra di noi e della xenofobia verso gli altri; siamo quelli che parcheggiano in doppia fila e non mettono la cintura perchè delle regole ce ne freghiamo tutti.
Siamo il paese diviso della Lega e unito nell’avversione alle tasse.

Noi siamo lo specchio dei nostri politici. NIente di più,niente di meno.

Prisca

PIEDIBUS

piedibus.jpgUn’idea semplice ma che porta grandi vantaggi: il Piedibus. E’ già attivo in moltissimi comuni italiani: gruppi di bambini vanno a scuola a piedi, scortati da due adulti. I benefici in termini di salute, educazione e socializzazione dei bambini, e ambiente, sono innumerevoli: perchè non farne anche a Udine? Tra l’altro non costano niente… www.piedibus.it