Come saprete, per anni si è dibattuto sulla futura destinazione dell’area dismessa dell’ex-macello, vicino a Piazzale Cella.
Segnalo un sito molto interessante, exmacello.com , ricchissimo di informazioni in proposito. Viene anche presentata un’ipotesi progettuale che secondo me riassume tutte le cose di cui la città ha bisogno: conservazione del patrimonio architettonico e naturale ma anche innovazione, un’area verde, un ostello, sale prove, gallerie, un “museo dei bambini”, moltissimi spazi culturali, un’arena per i concerti e un “contenitore musicale” al chiuso, da realizzare lì vicino, nell’area degli ex-magazzini. Qualcosa insomma per tutte le fasce d’età, per gli artisti e per i visitatori stranieri.
Pare che il progetto che ha vinto il concorso del comune abbia tenuto conto solo di alcune di queste proposte. Che fine ha fatto l’ostello, che attirerebbe giovani e artisti da tutt’Europa? E, se ho ben capito, nel progetto vincitore sarebbero spariti quei due locali, uno musicale e uno culturale, che come centri di aggregazione e produzione culturale mancano disperatamente a Udine.
Tutto il materiale è disponibile sul sito che vi segnalo. Vi invito a consultarlo e commentare, e se qualcuno sta seguendo da vicino la cosa, può spiegare meglio di me a che punto siamo, se ci sono speranze di cambiare il progetto approvato, e così via..
Gaia
P.S. Chi fosse interessato può visionare i progetti per l’ex macello in una mostra alla vecchia pescheria, in centro a Udine.

Gennaio 5, 2008 alle 2:29 pm
Mi sembra una bella idea anche se abbastanza difficile da realizzare e gestire. Ora come ora, fatta eccezione per alcuni spagnoli-erasmus, Udine non è una città che attrae il giovane-straniero e quindi faccio abbastanza difficoltà a capire l’esigenza di creare addirittura un ostello con 60 posti letto…..chi ci andrebbe a dormire?
Tralasciando tutto il possibile discorso sui costi di ristrutturazione, di gestione e di mantenimento di un’area così grande, non vorrei proprio che questa struttura diventasse l’ennesimo punto di ritrovo per persone che di “strani scambi” ne fanno molti ma di “scambi di idee” non ne vogliono manco sentir parlare.
Naturalmente io sono esagerato e di natura pessimista…..meglio però essere smentiti piuttosto che aver ragione.
Gennaio 7, 2008 alle 10:12 am
Negli ultimi venti anni Udine effettivamente ha attirato, soprattutto grazie all’Università – non dimentichiamo, cito un esempio a me noto, che la facoltà di Conservazione dei Beni Culturali vanta il primato di prima nata in Italia – giovani provenienti da tutte le regioni.
Inoltre negli ultimi dieci anni c’è stato nell’intero panorama regionale un aumento di iniziative culturali in diverse aree, da quella musicale a quella cinematografica a quella artistica e così via.
Udine e il Friuli hanno un vantaggio dalla loro parte, che è quello di essere ancora in gran parte terreno vergine per quanto riguarda la cultura e l’arte, di essere rispettivamente città e regione “giovane”, quindi passibile di crescita, plasmabile in nuove forme, a patto che non prevalga la paura del nuovo, la cristallizzazione nei retaggi di diffidenza tipici delle società e delle culture ancora troppo legate alla terra, alla casa, alla “roba” di verghiana memoria.
Gennaio 7, 2008 alle 4:44 pm
una grandissima ricchezza è la vicinanza a slovenia, e tramite essa a tutti i balcani, e austrial, due paesi con cui abbiamo abbastanza cose in comune da capirci e anche tanto da scambiare. l’idea dell’euroregione sembra buona ma non mi è molto chiara, e comunque bisogna puntare sempre di più sugli scambi, anche artistici, con questi paesi. non ci rendiamo nemmeno conto della ricchezza culturale a portata di mano
Gennaio 7, 2008 alle 5:07 pm
Un’altro teatro?che cazzata! eppure le ipotesi di partenza erano molto promettenti.secondo mio padre un’altro teatro è cosa buona,poiche si autofinanzia e perchè il Giovanni da Udine è sempre “tutto esaurito”…non sono così convinto.quando visitai per la prima volta il sito exmacello.com mi venne quasi da piangere per la commozione, credendo che il progetto che leggevo fosse quello finale e vincitore del bando, mentre era solo una proposta poi neanche attuata…che delusione!
rispondendo a niccolò,penso che bisogna giocare in anticipo per quanto riguarda il sostegno del turismo locale,non si possono creare istantaneamente “60 posti letto” se ce ne fosse bisogno(far east film festival,friuli doc.ecc…)
Gennaio 8, 2008 alle 3:51 pm
La proposta progettuale del recupero e riuso dell’area dell’ex macello, integrata con l’area degli ex magazzini di via della Roggia, é di indubbio interesse in un’ottica di una Udine più dinamica. Andrebbe oltretutto a fare da contrappeso, equilibrando l’offerta, con il previsto recupero a fini dirigenziali dell’area ex Sfau e il recupero residenziale-commerciale dell’area ex Berotli. Non credo che debba impaurire la dimensione del progetto, dato che Udine, se vuole crescere, non può pensare solo a se stessa, ma anche al territorio circostante. Non é dunque la sua funzionalità (e con essa il costo di gestione) il punto critico, ma eventualmente il costo di realizzazione//
All’obiezione che Udine ha già diversi teatri si potrebbe contro-osservare che l’ex macello non dovrebbe essere solo uno spazio di questo tipo, ma soprattutto che oggi i teatri di Udine (Giovanni da Udine, Palamostre, San Giorgio) sono gestiti o sono appannaggio dei “soliti noti”, e sono difficilmente utilizzabili da gruppi (e ce ne sono!!) che non fanno parte di questo giro chiuso. Non solo, essi sono difficilmente utilizzabili per sperimentazioni e per attività anche di carattere informale (come ad esempio lo Zelig o il vecchio Debrby club di Milano, ecc) da parte di gruppi sperimentali o emergenti.
Quello che il progetto non dice (ma é ovvio che non ne parli, dato che si limita a una proposta per l’utilizzo degli spazi) é che la gestione stessa di questa nuova struttura (nuova anche concettualmente) dovrebbe essere affidata (per dimostrarsi coerente con le finalità) agli stessi giovani e ai gruppi che sono al di fuori dalle solite consorterie già consolidate, ai quali competerà darsi delle regole per la gestione della loro cittadella.
Gennaio 9, 2008 alle 8:37 am
Il progetto dell’ex macello, così come è stato approvato, in base alla mia non breve esperienza in campo culturale, è del tutto inadeguato non rispondendo ad alcune caratteristiche fondamentali:
- Pur essendo stato sostenuto da un vasto movimento di giovani e gruppi musicali, il loro peso è stao del tutto trascurabile sia nell’indicazione degli obiettivi del bando sia nella commissione.
- Elementi fondamentali , come l’ostello e la sala per i concerti sono scomparsi dal progetto, sostituita quest’ultima da un ulteriore sala teatrale. Basta girare l’Europa per capiere quanto sia un’idea superata e inutile nel campo dei concerti.
- Le associazioni, tutte, devono trovare spazio nell’ex macello, ma quansto non significa una stanzaa per associazione, bensì scrivania e armadi, oltre che alcune piccole sale riunioni comuni. I costi di gestione in caso diverso sono insostenibili.
- manca il progetto di autofinanziamento del centro perchè alla base vi è il concetto del contributo pubblico che sana tutto. Non sarà più così in futuro.
Gennaio 9, 2008 alle 2:23 pm
una delle idee più belle era fare due locali, uno culturale e uno musicale, in cui la gente può contemporaneamente socializzare e conoscere espressioni artistiche in un ambiente informale. senza contare che sarebbero forme utili di autofinanziamento.
Gennaio 10, 2008 alle 4:11 pm
Carlo Bressan ha ragione. Il progetto al quale mi riferivo non é quello del comune, ma quello degli architetti Nicla Indrigo, Tommaso Michieli e Christian Zanatta pubblicato nel sito ex macello.com, ipotesi che si può e si deve discutere per renderla funzionale al massimo, ma che é indubbiamente stimolante.
Maggio 17, 2009 alle 10:05 am
Qualcuno sa che fine farà la Croce Rossa, che ha sede proprio nell’ex-macello? Credo sia una sede concessagli dal comune a titolo gratuito o poco più, ma quando cominceranno i lavori dovranno sloggiare. Qualcuno sa che fine faranno?
Si pagheranno una sede con i soldi che noi diamo in beneficienza? Spero che il comune abbia pensato a questo “piccolo” disguido e soprattutto che ci pensi lui, o la regione o chi per loro a fornire una soluzione…