bici!

bici.jpgNon voglio essere ripetitiva, e questi giorni si parla anche troppo di targhe alterne, quindi dò per scontato che tutti sappiamo che non servono a niente e che per risolvere il problema inquinamento (che tra l’altro sta provocando aumenti nelle malattie respiratorie, soprattutto tra i bambini, e cardiovascolari) ci vogliono interventi di lungo termine.

Non sto neanche a ripetere che bisogna usare la bici, perchè è più sano, ecologico, e veloce (sì, per le distanze brevi e medie è più veloce!). Suggerisco solo un’idea per il comune: mettere più rastrelliere. Non dovrebbe costare molto, e non si capisce perchè ci si affanna a fare parcheggi per le macchine mentre chi è in bici si deve accontentare di appoggiarla ad un muro, magari con il rischio che qualcuno la carichi in macchina e la porti via. Il comune dovrebbe poi portare via le bici palesemente abbandonate, e magari poi donarle a qualche cooperativa sociale che le ripari e rivenda (come a Firenze). Questa delle rastrelliere è una piccola cosa, ma dà una mano e un segnale positivo.

p.s. ho preso la foto dal sito del comune di Torino, che le rastrelliere le dà a chi le chiede

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la mafia anche qua

Dal sito Forum giovani di Udine, due appuntamenti per conoscere meglio il problema della mafia, che qui in Friuli VG sentiamo (erroneamente) distante…

Mercoledi 5 marzo 2008, ore 20.30:“Vecchie e nuove mafie”. Incontro con il dott. Nicola Pace, Procuratore Antimafia di Trieste

Lunedi 10 marzo 2008, ore 20.30
“La mafia da vicino”
invitato all’incontro Salvo Vitale, amico e collaboratore di Peppino Impastato a Radio Aut

Gli incontri si terranno presso la sala conferenze del Centro Solidrietà Giovani .lab (Via Martignacco 187, Udine).

per una nuova urbanistica

images.jpgPoco tempo fa ho avuto il piacere di intervistare l’architetto Augusto Romano Burelli, a proposito dello scempio edilizio che si sta facendo in Italia e di come migliorare l’urbanistica e l’uso del territorio. Finalmente qualcuno (e autorevole!) che detesta le case unifamiliari e le palazzine quanto me.

Ogni attacco alle case unifamiliari è malvisto in Friuli, perchè questo modello abitativo viene considerato un irrinunciabile piacere, inalienabile diritto, e parte integrante del nostro stile di vita -anche se come fa notare Burelli, la tradizione friulana è semmai la casa in corte o il borgo, e le villette sono piuttosto una scopiazzatura del sogno americano per cui noi non abbiamo posto.

Queste casette sono divoratrici di spazio: mangiano la terra delle campagne e dei boschi, costringono a costruire infrastrutture (specialmente strade) costose per la collettività, e sono pure molto, molto brutte. Qualcuno pensa forse che i cubi di cemento che si susseguono per chilometri, spesso color beige o marroncino, siano belli? Ho persone molto care che abitano in queste case, mi prendo la responsabilità di quello che dico.

Si obietta: ma io ho il diritto di avere la casa mia come la voglio io, la mia privacy, senza avere i vicini che mi rompono le scatole! Intanto, sia il concetto di proprietà privata che di proprietà collettiva sono invenzioni umane, non regolate da leggi immodificabili. Bisogna trovare un compromesso che tuteli l’una e l’altra, e ogni società ha il suo. E poi, la casa sarà tua, ma deturpa il territorio che è di tutti!

In secondo luogo, la privacy della villetta unifamiliare è un’illusione. Si è visibili da tutti e quattro i lati (contro i due o tre delle altre case), e si sente benissimo cosa fanno i vicini, e viceversa. Forse che in una di queste villette si può prendere il sole nudi non visti? Difficile. Quei pochi metri che separano una villetta dall’altra servono solo a sprecare spazio e a dire ai vicini: non vi voglio tra i piedi, mi date fastidio. So che non siete lontani, ma voglio far finta che lo siate.

Non che le palazzine siano meglio. Non hanno luoghi per incontrare i condomini, così che spesso non si sa che faccia ha la donna del piano di sopra -al massimo si sa quante volte alla settimana litiga col marito. Quelli di nuova costruzione sono circondati da spazi verdi insulsi e inutilizzabili, nè veramente in comune nè veramente privati.

Qual è l’alternativa? Tre cose: razionalità, creatività e bellezza. Ci sono tante alternative, tutte da praticare: riscoprire la tradizione della casa friulana in corte e dei vecchi borghi, coniugando privacy e comunità; attaccare le case in modo da non sprecare spazio mamontreal-photos0010.jpg permettere a ciascuna se lo vuole di avere un giardinetto; e fare case che siano collegate architettonicamente e urbanisticamente l’una all’altra, ma abbastanza diverse tra loro. A Montreal, città bellissima, le case avevano due o tre piani, in modo che ci fosse la possibilità di avere un cortile, erano tutte attaccate ma leggermente diverse e spesso colorate, e c’erano molti parchi in mezzo alla città. Perfetto.

Dovremmo anche noi smetterla di attaccarci al nostro fazzolettino di terra, ed apprezzare di più la vita di comunità: abbattere case unifamiliari e brutture varie, costruire piazze e parchi dove incontrarsi, e avvicinare le case senza essere così schifati l’uno dall’altro. Avere giardini, terrazzi, angoli nascosti, colori, insomma città più simili ai nostri centri storici che alle nuove periferie, centri dove lo spazio è ottimizzato, c’è qualcosa per tutti i gusti, e si vive più insieme.

Un paese che cambia

Il dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali dell’ Università di Udine organizzerà, a partire da lunedì 25 febbraio, una rassegna cinematografica per conoscere la storia dell’Italia dal dopoguerra ad oggi. Dieci proiezioni, tutte alle 17.30 nella sala convegni di Palazzo Antonini di lunedì pomeriggio:

25 febbraio – C’eravamo tanto amati, Ettore Scola, 1974

10 marzo – San Babila ore 20: un delitto inutile, Carlo Lizzani, 1976

17 marzo – Il sorpasso, Dino Risi, 1962

7 aprile – Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Elio Petri, 1970

21 aprile – Le mani sulla città, Franco Rosi, 1973

28 aprile – Signore e signori, Pietro Germi, 1965

5 maggio – Le mani forti, Franco Bernini, 1997

12 maggio – Rocco e i suoi fratelli, Luchino Visconti, 1960

19 maggio – Ecce Bombo, Nanni Moretti, 1978

26 maggio – Pane e cioccolata, Franco Brusati, 1973

fuori i suv dal centro!

Due spunti importanti dal Messaggero Veneto del 21 febbraio. Il primo è che, con 77 infortuni sul lavoro al giorno, il Friuli VG è “la seconda regione in Italia per frequenza di incidenti dopo l’Umbria” (perchè proprio l’Umbria?). Senza peraltro contare gli incidenti non denunciati. Qui si parla di arti mozzati, vite perdute, cicatrici che non se ne andranno mai… insomma veri e propri drammi, non statistiche. Bisogna che le autorità competenti si impegnino ad applicare le leggi che ci sono e ad aumentare i controlli.

250px-98-00_toyota_rav4_4door.jpgAltro articolo apparso sullo stesso numero: già sforato il limite consentito alle polveri sottili, di nuovo targhe alterne a Udine. Anche qui si ragiona con logiche emergenziali: oops, l’aria è irrespirabile di nuovo, facciamo girare meno macchine. Domani poi si ricomincia come prima. Io sto ancora aspettando un impegno netto (almeno!) per migliorare i trasporti pubblici: ci sono troppe tratte che si possono percorrere solo in macchina, in Friuli, a meno di non partire ore prima. Tra l’altro il sindaco di Londra Ken Livingstone, padre della copiata tassa sul traffico, ora salassa i Suv con una supertassa di 33 euro se vogliono entrare in centro. Fa bene! Questi bestioni, oltre ad essere troppo ingombranti e molto pericolosi salvo per chi ci sta dentro (grazie alla mole e al senso di sicurezza che danno), inquinano anche molto di più di una normale automobile. L’altro giorno mentre aspettavo in via Portanuova ho visto passare due suv e ho pensato: ma dove credono di andare questi? Percorrere il centro di Udine con un 4X4 è come usare un elicottero per scavalcare un muretto. E allora impediamogli di entrare!

P.S. Lo stesso varrebbe per vetture che presentano problemi simili a quelli dei SUV.

all’echos

risparmio_energetico1.gifAll’Echos, in Galleria Antivori (via del Gelso) a chiunque faccia un acquisto anche piccolo danno in omaggio tre lampadine a risparmio energetico, che consentono di usare l’80% dell’elettricità in meno, e tre frangiflutti o più correttamente economizzatori idrici, che fanno risparmiare il 60% di acqua se applicati ai rubinetti (è semplicissimo). Si tratta di una delle iniziative dell’Enel per il risparmio energetico.

filiera corta

Continua la campagna della Repubblica per ridurre con i comportamenti individuali le emissioni di CO2: questa volta si parla di filiera corta, che significa comprare alimenti prodotti il più vicino possibile, il che permette di inquinare di meno, mangiare fresco, sostenere l’economia locale e riscoprire cibi di stagione e vecchie varietà. Si stanno moltiplicando le iniziative in Italia per promuovere la filiera corta: campagne di informazione, gruppi di acquisto solidale, distributori di latte… per il momento la cosa più semplice è controllare la provenienza dei cibi che si acquistano, o ancora meglio andare al mercato (per esempio in piazza delle erbe o viale vat) e comprare direttamente dai produttori del posto. Io per esempio prendo la verdura biologica locale dell’Orto Felice, prodotta appena fuori Udine.

che fine hanno fatto gli altri?

foto.jpgheader1.jpgOrmai lo sanno anche i sanpietrini che Furio Honsell è il candidato del centrosinistra a sindaco di Udine -in pochi giorni ha conquistato un’infinità di pagine nei giornali. Pochi invece sanno che ci sono altri candidati, che avrebbero anche delle cose da dire. Io sto constatando con sgomento che anche nella politica locale i media e la fama fanno la fortuna di un politico più della capacità e dell’impegno. Ingenuo chi crede che bastino competenza, impegno e duro lavoro per avere successo in politica! Gianni Ortis, un avvocato stimato ma non famoso (parlo di lui anche perchè ho seguito da vicino la sua campagna) ha girato per mesi tutti i quartieri di Udine, ascoltando e raccogliendo proposte, interpellando persone, promettendo di fare politica in modo diverso e mantenendo la promessa. Ma tutto ciò non può nulla contro i poteri forti: il PD, che voleva un candidato tutto suo, e i media: la televisione dove Honsell presenzia spesso, e i giornali che continuano a far finta che gli altri candidati non esistano.

Tutto ciò significa che l’impegno non basta, anzi non serve. Bisogna essere famosi e prestigiosi. In tutta Italia il PD ha sbandierato le sue candidature dalla società civile, ma mi pare che queste candidature siano più di personaggi famosi capaci di attirare l’attenzione, piuttosto che di individui veramente e sinceramente in grado di fare politica. Insomma: c’è la politica degli apparati e la politica della televisione, e la candidatura di Honsell incarna entrambe. Non c’è speranza per le altre forme di politica.

Mi auguro di suscitare un dibattito o almeno qualche polemica…

buone pratiche

raccolta_differenziata07.gifSono stata a trovare i miei nonni, che vivono in una frazione di Codroipo, e sono rimasta colpita da quanto bene il comune ha organizzato la raccolta differenziata. Hanno mandato a casa di tutti dei bidoni, dei sacchetti, e delle istruzioni chiare e in più lingue su come dividere la spazzatura (naturalmente c’era anche un sacchetto per l’umido), tra cui un calendario con sopra segnati i giorni di raccolta, e con foto accattivanti su cosa si ricicla e cosa no. La raccolta viene poi effettuata porta a porta nei giorni indicati. Un sistema chiaro, preciso e accessibile a tutti, e infatti i risultati sono ottimi.

Andando più lontano, a Reggio Calabria la cooperativa Rom 1995 dà lavoro a molti rom nella raccolta a domicilio dei rifiuti ingombranti, che vengono poi portati in un capannone confiscato alla ‘ndrangheta, e smaltiti (e in futuro anche recuperati o riciclati). Così viene fornito un servizio ai cittadini, si riducono i rifiuti e guadagnano risorse, e si offre una possibilità concreta di lavoro ai rom.

Cosa aspetta Udine a copiare queste buone pratiche?

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bus navetta!

immag197.jpg

Ieri sera sono andata al concerto dei Subsonica. c’erano centinaia se non migliaia di persone: perchè il comune non mette a disposizione dei bus navetta in queste occasioni? Si sarebbe risparmiato tantissimo traffico (ed eventuali incidenti).