presidio antifascista

Pare che stiano aumentando gli attacchi a ragazzi “alternativi”, a omosessuali e altre persone da parte di gruppetti fascisti a Udine. Per sensibilizzare sul problema sabato 29 marzo ci sarà nella piazzetta del Lionello un presidio antifascista dalle 17 alle 19.

perchè se ne vogliono andare?

E’ sempre la stessa storia: i ragazzi udinesi che tornano da Barcellona o Berlino, Milano o Madrid, dicono tutti le stesse cose. “Mi viene da piangere”. “Non vedo l’ora di andarmene di nuovo”. E io penso: possibile che proprio io, che ho vissuto per così tanti anni in città grandi all’estero, sia l’unica sfigata che sta bene a Udine?

Da un lato capisco benissimo: Udine è una città piccola come la mentalità dei suoi abitanti; la sera ci sono quasi solo locali per bere e poca musica; le strade si riempiono di rado mentre la maggior parte del tempo sono grigie e tristi; e poi, anche se questo nessuno lo dice mai, la città a parte poche zone non ha una sua bellezza, una sua aura romantica o una sua modernità creativa per cui entusiasmarsi. Una speranza per me viene dal progetto dell’ex macello, che spero venga sostenuto dal futuro sindaco di Udine (Ortis e Honsell dicono di essere a favore, gli altri non lo so). Però non si può puntare tutto su quello.

Eppure sono anche stufa di sentire gente lamentarsi. Insomma, io a Udine mi sono sempre riuscita a divertire. Esco più qui di quanto non uscissi a Londra: i prezzi sono più bassi e le distanze più brevi. Incontrare sempre le stesse facce non mi pesa, anzi mi fa piacere: sono alla ricerca della profondità nelle relazioni umane, non della quantità. So che è facile andare in una città grande e piena di divertimenti, più difficile godersi quel poco che c’è -ma c’è!- in una città piccola. E allora perchè uno dovrebbe sbattersi a ravvivare Udine invece di scappare in qualche metropoli europea? Perchè io penso davvero che il legame che mantieni con il posto in cui nasci e con le persone con le quali cresci sia importante. Penso anche che ci siano cose che una città grande non ti può dare, per esempio il senso di familiarità e di comunità, e di essere qualcuno, non sostituibile. Io sono tornata qui un’altra volta, e sto anche bene.

Concludo citando una lettera apparsa qualche numero fa su Internazionale. Una lettrice, Gioia Caminada, mi ha fatto capire che non sono l’unica che rifiuta lagne e scorciatoie:

“Vorrei rispondere a tutti quelli che da un po’ di tempo riempiono i giornali italiani, lamentandosi della situazione economica, politica e sociale del nostro paese e affermando di volersene andare all’estero… in questo paese c’è ancora chi, nel suo piccolo, lotta ogni giorno per cambiare le cose e ne ha piene le scatole di sentire discorsi sterili sul declino del paese. Quindi le opzioni sono due: o se ne vanno davvero e ci lasciano in pace, o la smettono di lamentarsi e cominciano a rimboccarsi le maniche”.

Vale per l’Italia, e vale anche per Udine.

c’eravamo anche noi

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Lo scorso 15 marzo c’era la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia, a Bari. Sono andata giù anch’io, in treno, con altri 160 ragazzi del Friuli Venezia Giulia, e devo dire che sono orgogliosa di vedere che ci sono così tante persone in Friuli che sentono il problema e vogliono manifestare impegno e solidarietà. Libera FVG e il Forum Giovani di Udine stanno organizzando un percorso di sensibilizzazione sul tema delle mafie: vi terremmo aggiornati sui prossimi appuntamenti.

per l’ex macello

zoo.jpegVenerdì 21 marzo alle 21.45 un evento speciale allo Zoo (ex Pabitele, via Fiume 13), con musica e dj-set, per rilanciare la proposta dei “Giovani da Udine” per l’ex-macello. Ingresso libero.

Oggi lunedì 10, alle 20.30, Libera FVG e il Forum Giovani di Udine ospiteranno Salvo Vitale, l’amico di Peppino Impastato, in via Martignacco 187.

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autobus

Un amico mi ha detto che la mia provocazione “probabilmente i nuovi collegamenti partiranno nel 2020″ era un po’ gratuita: siccome non voglio che i miei appaiano attacchi ingiustificati, spiego perchè ho detto così. Per la nuova linea 12 a Udine, i residenti hanno dovuto aspettare una decina d’anni. Ora si allungherà il percorso del 3 fino a Zugliano -a partire dal 2011!! Perchè? Cosa succederà in questi tre anni? Arriverà prima l’uomo su Marte che l’autobus a Zugliano?

Ogni giorno vedo file allucinanti di macchine che aspettano di entrare al Parco Nord. Si sapeva da anni che sarebbe finita così, ma nessuno ha pensato a una soluzione, per esempio un bus navetta dritto da piazzale Osoppo a Tricesimo, che si faccia tutto il viale. Evidentemente c’è un problema di inerzia da parte della pubblica amministrazione con conseguenze molto gravi per la salute e l’ambiente. Ecco perchè sono così polemica.

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apre il parco nord

Domani apre il centro commerciale Parco Nord, in viale Tricesimo. Lo dico subito: ci lavoro. Ho accettato con poco entusiasmo e solo per necessità, dal momento che odio i centri commerciali -invece mi trovo bene e l’occasione mi ha fatto riflettere sull’argomento. Innanzitutto questo è un centro commerciale migliore degli altri: non è un orrendo cubo ma un bell’arco che da sulle nostre meravigliose montagne, ed è stato progettato da un architetto (penso che gli altri li facciano con lo stampino). Soprattutto, sarà al centro di una cittadina che diventerà parte di Udine: verranno costruiti alloggi, uffici, e uno spazio verde (promettono anche una pista ciclabile). Insomma io mi aguro che se proprio si devono aprire questi centri, almeno lo si faccia all’interno di un contesto urbano così da creare un po’ di comunità. Infine, non ha tolto lo spazio ai campi ma a un’area dismessa, anche se continuo a dire che la vecchia fabbrica era bella e i loft potevano farli lì. Mi auguro che il resto del complesso venga fatto bene, e che questo centro commerciale non faccia concorrenza ai piccoli negozi ma agli altri centri commerciali, perchè veramente ce ne sono troppi, ormai lo dicono tutti, e che vinca il migliore e gli altri chiudano!

p.s. Naturalmente bisognerebbe disintasare viale Tricesimo e mettere più autobus, in vista dell’aumento di traffico. Coi ritmi che ci sono a Udine, probabilmente i nuovi collegamenti partiranno nel 2020.

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eventi

calendidonna08.gifCome abbiamo già scritto, Udine non è considerata una città culturalmente vivace. Certo uscire la sera qui non è proprio come uscire la sera a Barcellona, però bisogna dire che si sta per aprire una stagione di eventi molto interessante. A marzo c’è Calendidonna, una serie di dibattiti, mostre, corse ed esibizioni fotografiche che avranno come argomento la condizione della donna in generale e poi in particolare in una parte del mondo diversa ogni anno -quest’anno è il Giappone. Poi ci sarà il Far East Film Festival, Vicino/Lontano, il Sunsplash a Osoppo, Udine Jazz, e il Friuli DOC.

Segnaleremo questi eventi man mano, intanto ecco il link al programma di Calendidonna 2008, “Geisha no geisha”.

Aperture domenicali: sì o no?

Quando è partita la lunga lotta contro le aperture domenicali, io ero una voce fuori dal coro: ma come si può essere contro? I negozi che non se lo potranno permettere terranno chiuso, e magari anche gli altri se si accorgeranno che non conviene -nessuno è obbligato. Si creeranno nuovi posti di lavoro per persone, come gli studenti, che possono lavorare solo di domenica, e chi lavora dal lunedì al venerdì o sabato potrà fare compere nell’unico giorno libero. Potranno cambiare anche i ritmi di vita: la domenica non sarà più il giorno libero per tutti, ma ci si distribuirà il riposo a turno durante la settimana -così si intaseranno anche meno le località turistiche la domenica. Insomma vedevo moli vantaggi.

Poi mi sono accorta che in pratica le cose non funzionano così. I centri commerciali obbligano i negozi che ospitano a tenere aperto, o a pagare una penale -e mi è stato detto che ci sono negozi che preferiscono pagare la penale, visto che la domenica non viene nessuno. Molti negozi, invece di assumere personale nuovo, preferiscono far lavorare quello che hanno già, e questo può andare bene per i giovani ma meno per chi ha figli o per chi, come i responsabili di negozio, deve essere presente praticamente sempre.

Insomma ora sono indecisa: non voglio una società in cui si vive solo per comprare, ed il diritto al riposo è sacrosanto. Opinioni in proposito?