alcuni dati

Scorrendo un rapporto 2007 della Camera di Commercio di Udine scopro che in Friuli VG “la ricchezza procapite è superiore del 17/18% rispetto alla media dell’Unione Europea” e che la disoccupazione è al 3.5% ( a fronte di un tasso italiano del 6.8%), quindi siamo quasi alla piena occupazione. Sempre per tornare all’argomento di cui sopra (in questo caso sotto)…

siamo delle lagne

Non dovrei intervenire su un argomento che non c’entra niente con Udine, e sfiora il pettegolezzo scandalistico, ma un articolo apparso oggi sulla Repubblica mi ha fatto venire il sangue alla testa. Una ragazza di 29 anni scrive a Napolitano: aiuto, abortisco perchè io e mio marito abbiamo solo 1300 euro al mese!

Leggendo l’articolo, che la giornalista della Repubblica ha avuto il coraggio di scrivere, si scopre che i due coniugi non pagano l’affitto, che vivono in Campania dove la vita costa poco, e che la ragazza ha una famiglia alle spalle pronta ad aiutarla. E allora il problema dov’è? Il problema è che in Italia pretendiamo tutto e siamo diventati delle lagne -dando un’occhiata al forum della Repubblica, in tanti danno ragione alla povera ragazza.

Ora, non voglio entrare nel merito dell’aborto, che secondo me è un diritto. Ma voglio parlare del resto: del fatto che sì facciamo sacrifici, ma lamentandoci e imprecando dalla mattina alla sera! La generazione dei miei nonni, che aveva molto meno di quanto abbiamo noi, stringeva i denti e andava avanti. Quella dei miei genitori scendeva in piazza e si ribellava. E noi? Piagnistei.

Io ho una laurea e un master prestigiosi, i miei guadagnano bene, e vivo con neanche seicento euro al mese in una casa popolare dove non ho neanche un armadio per i vestiti, scrivendo articoli che mi richiedono molto impegno e mi vengono pagati una miseria. Scrivo lettere ai giornali o ai politici facendo la vittima? No. Mi rimbocco le maniche e vado avanti, sperando di migliorare la mia situazione. Se ci dovesse essere un sindacato che difende i miei diritti, ne farei parte e mi batterei (sono già iscritta alla CGIL, anche se dubito che ne avrò mai bisogno). Lottare sì, pensare sì, ma lamentarsi, non se ne può più!

Basta andare a guardare com’è dove la gente veramente non sa come sfamare i propri figli.

(Se fossi Napolitano a questa ragazza direi di vergognarsi, con le situazioni di miseria reale che ci sono, a disturbarlo per così poco)

non li ferma più nessuno

Riprendo da Udine20 la notizia: in apertura un altro centro commerciale. Sembra una barzelletta: ancora?

Riporto il mio commento al post, e rubo a Udine20 una foto del nuovo centro.

da un lato non riesco più a crederci: un altro centro commerciale?? ma è possibile? non hanno ancora imparato la lezione dei vari bennet e non solo?
dall’altro lato, dalle foto questo pare molto carino. meglio che gli scatoloni tipo città fiera. resto comunque dell’idea che gli spazi commerciali debbano essere integrati in un contesto urbano, per evitare la creazione di templi del consumismo da una parte, città dormitorio dall’altra, e in mezzo file di macchine

(comunque la bellezza è solo di facciata, guardando le foto dall’alto… troppo bello pensare che avrebbero costruito pensando alla qualità)

Contrordine: il primo maggio chiudiamo. I sindacati minacciavano mobilitazioni: non so quanto abbia influito questo nella decisione di non tenere aperto, ma sicuramente abbiamo tutti tirato un sospiro di sollievo. Ho scoperto di non essere la sola ad aver chiesto il boicottaggio per il 25 aprile: lo hanno fatto anche altri colleghi. Non è servito, però, perchè l’affluenza è stata alta. Una sola persona ci ha ringraziato per essere stati aperti, dimostrando di capire che si è trattato di un sacrificio. Tantissimi non si sono resi conto che i pochi euro in più che abbiamo preso non compensano il fatto di essere stati costretti a lavorare un giorno di festa nazionale.

non toccate le feste nazionali

Ho appena appreso che il centro commerciale dove lavoro terrà aperto anche il 25 aprile e il 1 maggio, e quindi ci toccherà lavorare. Questa è una mancanza di rispetto dei diritti dei lavoratori e una dimostrazione delle logiche che, comprensibilmente ma tristemente, regolano il mondo dei centri commerciali.

Lo so che ci sono persone che lavorano anche in occasione di festività importanti: per esempio medici, operatori dei caselli autostradali. Si tratta di servizi fondamentali senza i quali la gente non avrebbe la possibilità di curare malanni urgenti, o muoversi. Ma lo shopping non è un’urgenza.

Qui non si tratta delle aperture domenicali: di domeniche ce ne sono tante e posso anche sacrificarne qualcuna. Ma ci sono giorni che hanno un significato particolare. Anche Natale e Pasqua sono intoccabili: io non sono credente, ma mi rendo conto che la maggior parte dei miei connazionali lo è, e che scegliendo questi due giorni come feste nazionali si dà la possibilità a tutti di stare in famiglia o con gli amici senza impegni di lavoro. La Liberazione e la Festa dei Lavoratori sono ricorrenze importantissime e ricche di significato per tutti (non siamo tutti lavoratori? non siamo tutti -purtroppo no- grati che non ci sia più il fascismo?). E allora non si possono mercificare così, aprofittarne per fare soldi.

Chiedo ai lettori di questo blog di non fare compere in quei due giorni, ma di aspettare un altro momento. Vi chiedo di mandare un segnale ai commercianti che ci sono ancora delle cose più sacre dello shopping. Lo dico a mio rischio e pericolo. Grazie.

LA GUERRA SPORCA DI MUSSOLINI

Sono entusiasta di annunciare che il circolo Arci Mis(s)kappa proietterà giovedì 24, alle 21.30, “La guerra sporca di Mussolini“, un documentario sui crimini di guerra delle truppe italiane in Grecia. Consiglio caldamente di andare a vederlo, per conoscere una verità che si vuole ancora tacere (anche se mi rammarico per la concomitanza con Far East e Festintenda…). Forse anche il dibattito politico cambierebbe se la gente sapesse quali furono i nostri crimini.

è ancora abbondanza

Si fa un gran parlare dei salari bassi, del potere di acquisto che cala, delle famiglie che non arrivano a fine mese… solo pochi, ogni tanto, ci ricordano che siamo ancora la società del benessere. Per non parlare del Friuli VG, regione con un’economia florida e tanti posti di lavoro.

Ne ho la prova nel centro commerciale dove lavoro. Si vendono articoli sportivi: lo sport è una cosa bellissima, ma superflua per definizione. Non è una necessità di sopravvivenza come il cibo o i vestiti per coprirsi. Idem per l’elettronica, per esempio, le borse, e tutte le altre cose che si vendono nei centri commerciali, sempre pieni di gente. Gente frettolosa, spesso, che cerca di risparmiare la massimo, che si indebita, non certo persone che nuotano nell’oro, ma pur sempre persone che comprano cose di cui potrebbero fare a meno.

Si obietterà: si creano posti di lavoro, tra cui il tuo! E’ vero, ma si potrebbero creare posti di lavoro anche migliori, e più localizzati, spendendo i soldi in altro modo: comprando giornali e libri, andando a teatro, acquistando prodotti artigianali locali, o facendo riparare le cose invece di buttarle via e prenderne di nuove. Io cerco di fare tutto questo, e per quanto sia contenta di avere questo lavoro e delle opportunità che offre a me e ai miei colleghi, preferirei di gran lunga che la gente comprasse i giornali così da essere pagata per quello che ora faccio quasi gratis, cioè la giornalista. Ma chi paga più per la cultura?

Tornando al tema del post, io vivo in un quartiere popolare e ho visto pazzi, disabili e disoccupati, ma ancora nessun vero povero. Non che non esistano, per carità! Quelli, lo diceva Gesù Cristo, ci sono sempre. Voglio dire che anche nelle situazioni di disagio più estremo (per la nostra regione, non in assoluto), vedo sprechi: macchina per andare dappertutto, attacchi di shopping sfrenato, elettrodomestici accesi e spreco energetico.

Insomma, la nostra povertà è relativa, specie se paragonata ai paesi in via di sviluppo, cosiddetti, o agli stessi friulani e italiani di sessant’anni fa. Siamo arrabbiati perchè vediamo gli altri europei, le generazioni che ci hanno preceduto o noi stessi qualche anno addietro, e ci sentiamo poveri. E’ la povertà relativa, non quella assoluta, quella che genera invidia e non si debella mai. Pochi profeti nel deserto ci dicono che dobbiamo diminuire i consumi. E io aggiungo: abbassiamo le diseguaglianze, ed eliminiamo gli sprechi. Usiamo meglio le risorse, e rendiamoci conto di quanto già abbiamo.

david di donatello

“La ragazza del lago” stravince al David di Donatello 2008: dieci premi, importanti. Come saprete, è stato girato in provincia di Udine; forse non tutti sanno che ha ricevuto fondi dalla Friuli Venezia Giulia Film Commission, su cui ho scritto un articolo un paio di settimane fa. Questa commissione fornisce un importantissimo sostegno alle produzioni girate in Friuli VG: aiuta a trovare le location, a far partire le pratiche burocratiche, e dà anche fondi in alcuni casi, sia per chi viene da fuori che per produzioni e autori autoctoni. Il risultato è che chi gira in regione porta lavoro, soldi, e buona pubblicità, e si spera susciti anche voglia di fare cinema a livello locale. Naturalmente sono le nostre tasse a finanziare tutto questo. Mi sembra un ottimo modo di spenderle: produrre cultura.

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almeno una buona notizia…

Anche la regione Friuli Venezia Giulia è passata alla destra, anche se non mi è ben chiaro perchè: l’economia va  a gonfie vele, ci sono state delle misure a tutela delle fascie più deboli, e buone idee come la legge sull’imigrazione e l’Euroregione (male sull’ambiente, ma dubito che gli ambientalisti abbiano votato Tondo). Probabilmente la gente ha votato per partito preso.

Però, almeno a Udine per ora vince Honsell. Non sono certo una sua sostenitrice, gli preferivo Ortis che se l’è cavata con un dignitoso 7%. Però penso che, come sindaco, Honsell sarebbe un buon interlocutore per i giovani e chi ha voglia di smuovere le cose. Staremo a vedere…

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bar

Due notizie curiose dal Messaggero di ieri. Uno: Udine è la città in Italia con la più alta concentrazione di locali per abitante. Non me ne stupisco. Poi: i locali, per regolamento comunale, non possono pubblicizzare eventi e concerti. Perchè? Non riesco a immaginare nessun motivo. Se c’è una cosa che dovrebbe essere pubblicizzata, è proprio quella!

Speriamo che il futuro sindaco si ricordi di togliere questa assurda regola.

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