non toccate le feste nazionali

Ho appena appreso che il centro commerciale dove lavoro terrà aperto anche il 25 aprile e il 1 maggio, e quindi ci toccherà lavorare. Questa è una mancanza di rispetto dei diritti dei lavoratori e una dimostrazione delle logiche che, comprensibilmente ma tristemente, regolano il mondo dei centri commerciali.

Lo so che ci sono persone che lavorano anche in occasione di festività importanti: per esempio medici, operatori dei caselli autostradali. Si tratta di servizi fondamentali senza i quali la gente non avrebbe la possibilità di curare malanni urgenti, o muoversi. Ma lo shopping non è un’urgenza.

Qui non si tratta delle aperture domenicali: di domeniche ce ne sono tante e posso anche sacrificarne qualcuna. Ma ci sono giorni che hanno un significato particolare. Anche Natale e Pasqua sono intoccabili: io non sono credente, ma mi rendo conto che la maggior parte dei miei connazionali lo è, e che scegliendo questi due giorni come feste nazionali si dà la possibilità a tutti di stare in famiglia o con gli amici senza impegni di lavoro. La Liberazione e la Festa dei Lavoratori sono ricorrenze importantissime e ricche di significato per tutti (non siamo tutti lavoratori? non siamo tutti -purtroppo no- grati che non ci sia più il fascismo?). E allora non si possono mercificare così, aprofittarne per fare soldi.

Chiedo ai lettori di questo blog di non fare compere in quei due giorni, ma di aspettare un altro momento. Vi chiedo di mandare un segnale ai commercianti che ci sono ancora delle cose più sacre dello shopping. Lo dico a mio rischio e pericolo. Grazie.

LA GUERRA SPORCA DI MUSSOLINI

Sono entusiasta di annunciare che il circolo Arci Mis(s)kappa proietterà giovedì 24, alle 21.30, “La guerra sporca di Mussolini“, un documentario sui crimini di guerra delle truppe italiane in Grecia. Consiglio caldamente di andare a vederlo, per conoscere una verità che si vuole ancora tacere (anche se mi rammarico per la concomitanza con Far East e Festintenda…). Forse anche il dibattito politico cambierebbe se la gente sapesse quali furono i nostri crimini.