In questo blog abbiamo parlato spesso di urbanistica, e sono quasi sempre cattive notizie. Segnalo l’ultima e bella puntata di Report sul macello che sta succedendo a Roma. Poi torno a parlare di Udine, promesso..

p.s. “Non ci sono i centri commerciali a Parigi. E’ vietato.”

questo proprio non c’entra niente

Ogni tanto riesco a prendere un argomento che non c’entra con il blog e ricollegarlo a Udine e al Friuli, che in fondo sono i temi di cui dovrei parlare, per offrire uno spunto. Questa volta proprio non è possibile, ma non resisto alla tentazione di dire la mia lo stesso. Parto però da una premessa che per lo meno riguarda l’Italia: il 25 aprile scorso c’è stato il secondo V-day di Beppe Grillo. Premetto che detesto il personaggio ogni giorno di più, ma non sto a spiegare perchè per evitare di allungare troppo il post. Comunque, il signor Grillo vuole abolire i finanziamenti pubblici all’editoria. Ce l’ha a morte anche con la pubblicità, ma mi sembra che pochi tra i suoi sostenitori abbiano fatto due più due: Grillo vuole far morire di fame i giornali (tutti, non solo quelli di partito), e quindi, anche i giornalisti.

Immagino obietterebbe: dov’è il problema, c’è Internet! Però non siamo tutti miliardari come lui, e c’è chi di mestiere vorrebbe fare il giornalista, ma è difficile guadagnare con Internet -già è difficile sulla carta, e ne so qualcosa. Seguo da anni il dibattito sui “diritti d’autore”, attirandomi le ire di chi pensa che la musica debba essere tutta gratis, però accettando di mettere in discussione il vecchio modello economico che dava da mangiare (spesso troppo, spesso troppo poco) ad artisti e intellettuali.

Segnalo un post da un blog, uno tra i tanti, che tratta l’argomento. E mi piacerebbe che qualche lettore di questo blog, se ha voglia, si ponesse il problema: come faranno i giornalisti, gli scrittori, i musicisti, a vivere del loro mestiere? Le nuove idee in circolazione sono tante (vedi: Radiohead e Nine Inch Nails, contributi volontari, oppure iTunes, ecc), ma nessuna è del tutto convincente. Concludo con un appello, che ripeterò in futuro: sostenete la cultura, non è uno spreco di soldi!