Arriva uno degli appuntamenti più attesi dell’anno a Udine, il Friuli Doc. Quest’anno ha anche un blog
Arriva uno degli appuntamenti più attesi dell’anno a Udine, il Friuli Doc. Quest’anno ha anche un blog
Il Friuli VG è una delle regioni in Italia con il più alto rapporto tra donatori di sangue e popolazione. E’ un primato di cui essere orgogliosi. Qualche settimana fa ho ricevuto un messaggio dall’Associazione friulana donatori di sangue che diceva che hanno bisogno in particolare di sangue del gruppo A- e 0. Si può donare a Udine in ospedale, al primo piano, ogni mattina dalle 7.30 alle 11. Invito tutti ad andare a donare (poi offrono anche la colazione gratis). Per maggiori informazioni, vedere il sito dell’AFDS.
Sono appena tornata da Corleone.
Ho fatto un campo di lavoro di due settimane presso la cooperativa “Lavoro e non solo” di Corleone. Ora spiegherò un po’ cos’è e come funziona, dato che è un’esperienza stupenda, tra le più belle della mia vita e che consiglio a tutti.
Nel 1982 la legge Rognoni-La Torre istituisce la confisca dei beni immobili ai mafiosi, beni che con la legge 109 del 1996 possono essere riutilizzati a fini sociali.
E’ così che negli anni i comuni concedono alle diverse cooperative (ma anche a forze dell’ordine, scuole, aziende) terreni e altri immobili appartenuti a mafiosi, come nel caso della cooperativa per cui ho fatto la volontaria.
Io e gli altri volontari abbiamo dormito, mangiato e vissuto nella casa che era dei nipoti di Totò Riina, mentre i due gruppi scout che erano con noi stavano nella casa della madre di Provenzano.
Ci hanno raccontato che, prima di andarsene, i nipoti di Riina hanno distrutto tutto, lasciando solo lo scheletro dell’immobile.
In ogni caso, la cooperativa Lavoro e Non solo possiede diversi ettari di terreno su cui lavora pomodori, vigneti, fichi d’india, peperoni, melanzane ecc. Noi volontari ci alzavamo la mattina alle 6 per andare a lavorare quei campi; si zappava, si raccoglievano pomodori, si sistemavano le vigne, si estirpavano erbacce… Un lavoro faticoso, sotto il sole siciliano che picchia tantissimo, ma quando ti spezzi la schiena insieme ad altri trenta ragazzi e ai soci lavoratori della cooperativa…beh, dà una enorme soddisfazione.
Il pomeriggio facevamo diversi incontri (con Rita Borsellino, giornalisti con la scorta, magistrati, testimoni dell’eccidio di Portella delle Ginestre…) oppure visitavamo luoghi storici come Via d’Amelio (dove hanno fatto saltare in aria Paolo Borsellino e la scorta) oppure l’autostrada che porta a Capaci (dove hanno piazzato la bomba a Falcone e scorta). Siamo andati a Cinisi e abbiamo parlato di Peppino Impastato, abbiamo visto il covo di Provenzano, abbiamo fatto il giro dei pizzini che Provenzano mandava ai suoi affiliati.
Luoghi e testimonianze che commuovono, fanno riflettere, emozioni che provi solo se sei lì, guardi e ascolti e pensi.
Il resto era divertimento, scherzi, discorsi politici con persone che rischiano la propria vita per l’antimafia, dibattiti- nel mio caso- con ragazzi di tutta Italia che condividono con te alcuni ideali. Stupendo.
Non mi dilungo sull’intera esperienza, perché ogni campo di lavoro è diverso, dipende dalla gente con cui ti trovi, dipende da te. Posso solo dire che non volevo andarci (“ma chi te lo fa fare? vai a lavorare nei campi e devi pure pagare? ma vai al mare, no?”), e, dopo due settimane, non volevo andarmene da là.
Ci sono mille modi per passare le vacanze.
Puoi rilassarti, puoi andare al mare, puoi svaccarti a casa, puoi lavorare.
E puoi contattare Libera, chiedere di partecipare per una o due settimane a questa esperienza fantastica e tornare con un bagaglio immenso, con la consapevolezza che no, la mafia non è del Sud ma di tutto il Paese, persino qua in Friuli ci sono beni confiscati alla mafia.
Ci hanno detto che è molto difficile parlare al Nord di mafia perché si preferisce far finta di niente. E’ come uno smacco.
La Lombardia, per dirne una, è la quarta regione italiana per numero di beni confiscati a mafia e ‘ndrangheta.
Al 2006 il Friuli-Venezia Giulia aveva 11 beni immobili confiscati, di cui 0 riutilizzati.
Qua da noi non si parla di mafia, né di antimafia, né di scuole che erano case mafiose, né di traffico di droga gestito dalla ‘ndrangheta, né di andarsene a Corleone per dare una mano a quelle cooperative.
Il problema esiste, è serio, ma lo si elude.
Rita Borsellino ci ha detto di fare da moltiplicatori di questa esperienza, una volta tornati a casa. Tutti i soci della cooperativa ci hanno chiesto di raccontare cosa abbiamo visto, cosa abbiamo fatto, dove siamo andati, e ci hanno anche chiesto di andare a parlare nelle scuole per far aprire gli occhi su questo problema.
A tutti quelli che leggono il nostro blog dico questo: la prossima estate prendetevi due settimane e andateci anche voi. Non ci sono parole per descrivere la soddisfazione che si prova, le lacrime che versi, la pelle d’oca che ti viene quando ti trovi dall’altra parte d’Italia, in mezzo alla campagna palermitana e alle case abusive, quando sei vittima di ingiustizie da parte dei corleonesi che non ti accettano ma sei fiero di lottare per un ideale.
L’Italia non ha bisogno di federalismo, ma di cooperazione; finchè si continua a credere che i problemi del Sud sono del Sud e basta, non risolveremo un bel niente. E’ proprio l’ignoranza il terreno di coltura della mafia. E’ la gente ignorante che permette a politici e mafiosi la connivenza, i soprusi.
Vi lascio dei link e fate pure tutte le domande che volete
p.s. la regione Toscana è l’unica in Italia che investe circa 30mila euro all’anno per questo progetto, soldi con cui riesce a rimborsare il costo del biglietto del treno ai volontari. E’ una regione in cui si fanno le cene della legalità, in cui si può andare nelle scuole a parlare e educare i bambini ad una nuova consapevolezza.
Perché qua non c’è nulla di simile?
http://www.libera.it/
http://www.liberainformazione.org/
http://www.narcomafie.it/
http://www.antimafiaduemila.com
La carenza di trasporti pubblici e piste ciclabili è uno dei problemi più gravi che Udine deve affrontare. Le conseguenze sono: traffico, inquinamento, mancanza di parcheggi, incidenti, invasione del suolo pubblico, e vita dura per chi non ha una macchina. Le dichiarazioni iniziali di Honsell facevano ben sperare, ma le politiche adottate vanno in senso opposto. Si continua con il parcheggio in via Marco Volpe, contro cui si battono i consiglieri Gianni Ortis e Aldo Rinaldi, sostenendo che non è necessario, visto che nella zona esistono già tre parcheggi sottoutilizzati, e che causerà solo traffico e inquinamento. Penso abbiano ragione. Intanto, si parla di restringere i grandi viali, diminuendo lo spazio per la circolazione e aumentando i parcheggi. Mi sembra che l’unico effetto di questa iniziativa possa essere di aumentare il traffico e soprattutto la pericolosità di questi viali per i ciclisti, stretti tra macchine che fanno manovra e veicoli che passano in uno spazio ristretto.
Intanto, di nuovi autobus non se ne vedono. Sono ancora rari, scomodi, inesistenti negli orari serali e spesso anche festivi. Sono molto delusa.
p.s. comunque buon Ferragosto a tutti i lettori del blog!
La provincia di Udine annuncia che saranno a risparmio energetico tutti gli edifici nuovi o da ristrutturare di sua proprietà, partendo dal convitto del liceo dello sport di Tarvisio, che con queste modifiche consumerà 30kw ora al metro quadro invece degli attuali 200.
Ho preso questa notizia da un trafiletto del Messaggero Veneto, ma penso che queste buone iniziative meriterebbero un po’ più di spazio.
Passato quasi sotto silenzio il comunicato del Censis secondo il quale in Italia ci sono molti meno omicidi che negli altri grandi paesi europei, e si muore invece per lavoro e sulle strade più di qualunque altro stato in Europa, si ricomincia con questa tiritera della sicurezza. La mia opinione resta invariata: si prendono di mira le persone e i fenomeni sbagliati, altrimenti appunto, sicurezza sul lavoro e sulle strade, e criminalità organizzata, sarebbero al primo posto!
Adesso il Messaggero Veneto annuncia: Honsell pronto a multare i clienti delle prostitute. In realtà il sindaco è più cauto, ma comunque non sono sicura sia questa la strada -nonostante mi facciano rabbia quegli uomini, spesso sposati, che vanno anche con donne incinte e adolescenti, e magari chiedono pure di non usare il preservativo (uno su tre a Pordenone, leggo sul Nuovo). Magari se si multano i loro clienti le prostitute si sposteranno semplicemente in appartamenti, dove sarà più difficile per i servizi sociali raggiungerle. Di sicuro non scompariranno!! Bisognerebbe rendere la prostituzione un lavoro legale a tutti gli effetti, costringendo prostitute e clienti a pagare le tasse e accettare controlli alle strutture.
Intanto, il fastidio per un po’ di casino per le strade (il “degrado!”) torna a farsi sentire un po’ dappertutto. Volpe Pasini (l’ho conosciuto, è quasi simpatico) se la prende con chi si porta dietro le bottiglie di birra o fa “indecoroso bivacco”, parole sue. A Novara, il sindaco leghista proibisce di sostare in città in più di due, da quello che ho capito solo la sera. Bisognerebbe applicare le leggi che ci sono: non si può sporcare per terra, non ci si può pestare per strada, ci sono dei limiti di orario e di decibel per la musica, e per il resto, lasciateci divertire! La socialità è un’esigenza umana importante quanto il riposo! Invece l’insofferenza degli italiani e dei loro rappresentanti trova ogni giorno un nuovo bersaglio!! Tra l’altro sullo sporcare in giro è più una questione di educazione civica che di repressione: ieri ero al fiume e ho visto un gruppo di ragazzi portarsi via tutti i cartoni e le bottiglie. Nessuno li controllava, ma chi vuole sporcare un ambiente così bello?
Infine: nessuno vuole i 117 profughi giunti in Friuli VG, tutti rispondono: scusate, non c’è posto. In una regione ricchissima, con un milione di abitanti, non si trova una sistemazione per un centinaio di poveracci. Nemmeno una delle tantissime case vuote che ci sono. Vergogna!
Ieri sera ho sentito urlare nel palazzo di fronte a quello in cui abito. Erano una donna con accento africano, e un uomo che gridava, ho capito solo le sue parole: maledetta negra. Le diceva che se ne doveva andare da casa nostra, cose su questo tono.
Non so ancora se il Friuli sia più o meno razzista del resto d’Italia. Da una parte c’è il rispetto del friulano per la persona che lavora, indipendentemente dalla provenienza; ci sono i tanti festival interculturali (Far East, Calendidonna, Udine Solidale, Mittlefest…); e ci sono prove riuscite di integrazione come il borgo stazione, che è stato riqualificato e in cui i commercianti italiani e non hanno fondato un’associazione e lavorano in armonia. Dall’altra parte, sento continui borbottii e lamentele a proposito degli stranieri: chi sono, cosa vogliono, perchè non tornano a casa loro che qui abbiamo già i nostri problemi, puzzano, non si adattano al nostro stile di vita… quando tempo fa ho intervistato degli immigrati per una serie di articoli, tutti hanno detto di trovarsi bene in Friuli; c’era però gente che non si trovava bene e che non si è fatta intervistare. Il campione, comunque, era piccolo.
I friulani sono razzisti o xenofobi? Gli interessa lo scambio o vogliono essere lasciati in pace? è ovvio che sono vere entrambe le cose, ma quale di queste due tendenze domina?