Non molto tempo fa avevo scritto un post sulla violenza contro le donne. Secondo uno studio dell’università di Trieste per conto della Commissione regionale pari opportunità, ben il 40% degli studenti del Friuli VG ha subito o visto violenza in famiglia. La distinzione tra violenza subita o vista non è poi così rilevante, dal momento che persone che lavorano con vittime di maltrattamento mi confermano che i bambini che hanno visto il padre picchiare la madre sono danneggiati come quelli che hanno subito violenze loro stessi.
Sempre secondo la ricerca, un quarto delle ragazze ha subito molestie sessuali, e un quarto dei ragazzi “consuma materiale pornografico in cui la donna subisce umiliazioni gravi o violenza” (cito dal Messaggero Veneto). Non aggiungo niente, se non che bisogna mantenere alta l’attenzione su queste problematiche dal momento che facilmente diventano “invisibili”. Le conseguenze delle violenze domestiche vanno invece ben oltre le mura di casa e riguardano la società intera.
Cambiando argomento, so che c’è un dibattito in corso sulla futura zona industriale di Osoppo. Non sono informata, anche se in genere sono sempre a favore del recupero di quello che c’è già, e in Friuli sembrano esserci parecchi capannoni vuoti -bisogna pensarci bene prima di costruire. Riporto qui sotto il comunicato dei Verdi della Provincia di Udine in merito.
Si! Al salvataggio di un territorio fertile ed irriguo.
Per quest’anno, il 23 settembre è stato il giorno in cui l’uomo ha già consumato tutte le risorse rinnovabili che la natura ha fornito/fornirà nel corso del 2008: dall’acqua alla legna, ai pesci. Secondo Global Footprint Network ( una associazione di ricerca che misura quante risorse naturali abbiamo, quante ne usiamo, e chi le usa) è il giorno dell’ Earth Overshoot Day in cui il reddito annuale a nostra disposizione finisce e l’uomo continua a sopravvivere chiedendo un prestito al futuro. Nei prossimi anni questo giorno avverrà sempre più in anticipo, fino a quando? Ricordiamoci che la terra l’abbiamo in prestito dai nostri nipoti.
Penso che prima di creare nuove infrastrutture nella zona Industriale di Rivoli di Osoppo, vadano riempiti gli spazi già urbanizzati e i capannoni inutilizzati che ci sono in zona, per esempio quelli della zona artigianale di Gemona e quelli della zona industriale di Trasaghis. Non vorrei che ci si ritrovasse come a Pagnacco che ha una zona artigianale ben servita dall’autostrada dove da diversi anni una notevole superficie è stata urbanizzata con asfaltature, impianti di illuminazione, fognature ecc. e solo una piccola parte è stata occupata dalla costruzione di un capannone. E non vorrei trovarmi, come a Majano e a Buja con capannoni nuovi e completamente vuoti, giacenti in questo stato già da diversi anni.
Nel progetto della variante n. 7 del Piano Reg. Gen. Comunale di Osoppo e nel progetto redatto dal CIPAF si evidenziano la costruzione di strade sopraelevate e mega svincoli mentre le maestranze che desidererebbero, in sicurezza, raggiungere il posto di lavoro nella Zona industriale di Rivoli, in bicicletta, devono percorrere un tratto di statale molto stretta e pericolosissima.
Le scelte che si fanno devono essere ben ponderate perché domani potremmo essere nell’impossibilità di togliere tutto quel catrame e quel cemento in cui oggi affoghiamo prati e vegetazione che potrebbero rappresentare la nostra salvezza. La crisi alimentare che il nostro pianeta si trova attualmente ad attraversare ci deve far riflettere e non lamentarci a posteriori perché i costi delle derrate alimentari aumentano.
Bisogna mantenere le produzioni locali, cosidette a km 0, anche per ridurre il traffico merci. Ne consegue una riduzione nei consumi di combustibili fossili e quindi una riduzione anche dell’effetto serra e dell’inquinamento. Ultima considerazione, ma non meno importante, è che l’adozione del piano da parte del comune ha portato alla riclassificazione dei terreni agricoli, esenti da ICI, a terreni industriali, senza che effettivamente siano tali, e sui quali i proprietari sono costretti a versare l’ICI.
Udine, 28 Settembre 2008
Federazione dei Verdi della Provincia di Udine
Presidente f.f. Battista Nardini




