finalmente!

Finalmente tutto il paese alza la testa e si ribella e propone invece di lamentarsi e basta!

Nel mio piccolo voglio dare un contributo anch’io, nella fattispecie dando una mano ai ragazzi dell’Università di Udine che stanno organizzando assemblee e proteste anche qua.

Per un po’ non aggiornerò il blog, invito tutti a seguire gli avvenimenti su: controinformazionestudentesca.wordpress.org

A presto!

Gaia

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COSA STIAMO ASPETTANDO?

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Bellissima assemblea ieri all’Università di Udine: oltre duecento partecipanti, in grande maggioranza studenti.

Sempre in Aula 7 nel Palazzo Antonini, venerdì 24 (dalle 15.00 alle 18.00), e sabato 25 (dalle 10.00 alle 13.00), seminario sul bilancio partecipativo. Consiglio a chi può di esserci: è un’occasione per scoprire una vera forma di democrazia e di gestione locale e partecipata delle risorse.

la protesta continua

In questi giorni gli studenti di tutta Italia sono mobilitati contro la Gelmini e soprattutto contro i progetti di questo governo che mira a tagliare, ridurre, smantellare, senza proporre nessun reale miglioramento al sistema della scuola pubblica e invece privando i giovani e il mondo della ricerca e dell’istruzione del proprio futuro (sarà banale, ma in sostanza è questo che sta succedendo).

Anche l’università di Udine si sta dando da fare… ecco un nuovo blog del collettivo universitario: http://controinformazionestudentesca.wordpress.com/ La risposta finora è stata ottima, speriamo di poter continuare così.

La riunione del collettivo universitario (possono partecipare anche non universitari) è martedì 21 ottobre alle 17.00 a Palazzo Antonini in Aula 7.

quale futuro?

Che la mia generazione (diciamo dai ventenni in su) sia fortemente in difficoltà in Italia è ormai un dato assodato. Motivi: precariato, salari bassi, difficoltà a trovare un lavoro all’altezza delle aspettative, scarsi investimenti pubblici nella cultura e nella ricerca. Al di là di questi luoghi comuni, c’è anche una responsabilità di noi giovani, che spesso invece di darci da fare preferiamo lamentarci o fuggire all’estero.

Ci voleva un governo pessimo come questo per darci una svegliata? Ormai centinaia di migliaia di persone sono in piazza contro la Gelmini. Si protesta per i tagli al personale della scuola (insegnanti e non solo) e per la riduzione dell’orario scolastico che metterà in difficoltà ancor più genitori; per le classi differenziate per alunni stranieri; per il blocco alla stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione e nella ricerca; per i tagli alle università; per il blocco del ricambio (turn-over) nelle università per cui ogni cinque professori che vanno in pensione si potrà assumere un solo ricercatore…

Anche l’università di Udine si sta organizzando per protestare (e ha già protestato). Martedì alle 17.00 ci sarà un incontro del collettivo, scriverò informazioni più precise quando le avrò anch’io (o se qualcuno le ha perfavore le scriva).

Non ci sono solo i soldi e la carriera. Ma chi vuol fare il ricercatore è comprensibile che se ne vada all’estero, dove viene assunto presto e con stipendi buoni. Qui bisogna aspettare, tirare la cinghia, farsi umiliare dai professori… chi di noi non ha sentito storie di giovani ricercatori frustrati? di cervelli che scappano? L’università e i centri di ricerca non servono solo per fornire posti di lavoro, e questo va ripetuto: servono per produrre conoscenza da mettere al servizio della collettività, dell’ambiente, della qualità della vita, della crescita economica (io a quest’ultima non ci credo, ma questo è tutto un altro discorso…)

Tornando al Friuli VG, non c’è solo il problema della crisi dell’università. Ho degli amici, ragazzi molto in gamba, intelligenti, creativi, che stanno ormai cercando lavoro altrove. Vorrebbero lavorare nel settore culturale, artistico, creativo, ma qui non c’è tanto spazio. La nostra regione, me ne accorgo ogni giorno di più, non ha ancora capito l’importanza della cultura, nonostante i tanti eventi che si organizzano. La giunta Tondo, poi, non sembra avere in programma investimenti culturali. La partecipazione poplare è alta solo ad iniziative super famose e consolidate. Le persone non capiscono l’importanza della spesa nella cultura, le istituzioni nemmeno. Ci vogliono più spazi, più concerti, più gallerie, più mostre, più giornali, più eventi, più fermento. Ci sono già “cose da fare”. Ma ne servono di più. Arte e cultura devono diventare pane quotidiano. La nostra è ancora una regione di fabbriche, campi, e centri commerciali. Nessuno mi dà retta quando sostengo che è anche per questo che i giovani se ne vanno.

allucinante

in emilia romagna

Scrivo questo post dall’Emilia-Romagna (dalla Romagna per la precisione), una regione più avanti della nostra sul fronte della mobilità. Innanzitutto, qui la bicicletta si usa molto di più che in Friuli VG e altre regioni d’Italia, nonostante il clima non sia molto diverso.
Poi, ho scoperto oggi che la regione sta lavorando ad un piano di “integrazione tariffaria” sul trasporto pubblico. In pratica, con un solo abbonamento annuale il viaggiatore non dovrà più comprare biglietti diversi per treno e autobus, ma potrà usare tutti i mezzi pagando in base a zone tariffarie all’interno della regione. Questo semplifica le cose a livello pratico ma anche di percezione dell’utilizzo del mezzo pubblico. Nelle città dove ho vissuto, per esempio Londra ma non solo, con la stessa carta elettronica viaggiavo sia in metropolitana che in autobus.
Auspicherei un’iniziativa simile anche in Friuli Venezia Giulia, premesso che prima bisogna aumentare frequenza e diffusione dei mezzi pubblici. Aggiungerei anche una convenzione con i tassisti e con le ditte che noleggiano automobili per fornire sconti ai possessori di questo abbonamento. Così il possesso dell’auto privata diventerebbe finalmente obsoleto.

Ecosistema urbano 2008

E’ uscito l’ultimo Ecosistema urbano, uno studio a cura di Legambiente che classifica le città italiane in base alla qualità ambientale: trasporti, rifiuti, aria, energie rinnovabili… Contiene un sacco di informazioni interessanti, ma io riassumerò solo quelle che riguardano Udine. Ventesima nella graduatoria generale -era all’undicesimo posto l’anno scorso. Comunque al di sopra della media italiana. E’ tra le città in Italia in cui si consuma più acqua potabile (88esima su 103). Male anche la qualità dell’acqua. E’ a metà classifica per la produzione pro capite di rifiuti urbani, però ha la flotta di autobus più ecologica d’Italia (peccato che siano gestiti così male, anche se rispetto alle altre città italiane di medie dimensioni non siamo proprio pessimi). Sempre alto il tasso di motorizzazione (67simi in classifica con 65 auto ogni 100 abitanti). E nonostante le lagne dei commercianti, bisogna dire che poche città italiane hanno meno mq di zona a traffico limitato per abitante di noi. Abbastanza bene le aree verdi, altissimo il consumo di carburante pro capite. Zero pannelli solari installati su edifici comunali.

Vorrei riassumere anche le due prefazioni allo studio, purtroppo sono troppo lunghe e ricche di informazioni. Comunque, le solite cose che si ripetono sull’ambiente in Italia: enormi carenze nel trasporto pubblico e nella mobilità sostenibile, espandersi di periferie squallide, cementificazione, mancanza di case in affitto a prezzi accessibili, cattiva qualità dell’aria, investimento irrisorio nelle energie rinnovabili rispetto al resto d’Europa (Barcellona e Lione da sole hanno più metri quadri di pannelli solari di tutti i capoluoghi italiani messi insieme…)

Ce la vogliamo dare una mossa, anche a Udine?

costumi friulani

Il presidente della provincia di Udine Pietro Fontanini è un genio. Un genio sul serio. Ha deciso che gli uscieri del palazzo della provincia dovranno indossare i costumi tipici friulani. Per gli uomini, pantaloni a tre quarti e gilet; per le donne, gonna cucita al corpetto. Gli esperti iniziano già ad avvertire: il costume tradizionale friulano non è una maschera di Carnevale, bisogna studiarsi le cose per bene. E siccome ogni zona del Friuli ha il suo costume tipico, spiega il Messaggero Veneto, toccherà mettersi d’accordo su quale usare. I colori non faranno litigare nessuno: si pensa a una divisa gialla e blu, come lo stemma della provincia di Udine.

Sarà anche l’ennesima pagliacciata leghista, ma è una pagliacciata geniale. In fondo, la triste monotonia di giacca e cravatta o tailleur è uno dei principali dispetti che l’Occidente ha fatto al mondo. Ormai si vestono tutti così. Perchè non cominciare a ricolorare un po’ il pianeta ripescando i variopinti abiti tradizionali? Io sono a favore! Non vedo l’ora di andare al palazzo della Provincia per farmi dare direzioni da un uomo in pantofole di velluto.

appuntamenti

Udine ha una scena teatrale piuttosto vivace, che ho scoperto attira anche persone da fuori. Penso che questo patrimonio sia molto sottovalutato e ignorato. Inserisco qui il link del programma del Teatro Contatto, che per quest’anno ha come tema “disordine”. Spero di incoraggiare qualcuno ad andare a dare un’occhiata a questi spettacoli…

P.S. Ricordo anche che giovedì 9 alle 18.00 al Centro Civico di via Trieste 35 di Cervignano ci sarà l’inagurazione di PERIFERICA 08. Ci tengo particolarmente perchè sto collaborando al progetto…